Come abbassare gli elementi infiammatori nella vitiligine. Con pochi euro


L'acido ascorbico abbassa il TNF alfa, IL 6 e CXCL10. Utilissima per la vitiligine

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Una cifra simbolica

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Ripartiamo dall’ultimo articolo

L’articolo pubblicato esattamente una settimana fa (clicca qui per rileggerlo) ha fatto discutere parecchio. Con oltre quattromila lettori in tutto il mondo,  ha fatto capire che la Ricerca sulla vitiligine  in qualche modo, anche se in maniera claudicante, ha ripreso a camminare.

Mitigando il mio spirito critico, ho preso ciò che di buono c’era all’interno di tutte quelle informazioni. JAKAFI® il cui principio attivo è, come abbiamo visto, il Ruxolitinib, pur essendo un farmaco costosissimo e con effetti collaterali tumorali ha dimostrato che attraverso l’inibizione degli enzimi intracellulari Jak 1 e Jak 2 crollano i valori delle citochine infiammatorie TNF-alfa, IL 6 e della chemochina CXCL10 responsabili finali della macchia di vitiligine.

E poichè usare JAKAFI® per la nostra patologia sarebbe “da fuori di testa” visto che nessuno per repigmentarsi rischierebbe un tumore, si è avviata la sperimentazione di una pomata con lo stesso principio attivo.

Si continua a guardare all’effetto

Non sono per nulla d’accordo con questa sperimentazione. Innanzitutto, proprio perché immagino le ragioni, non condivido la scelta di continuare ad indagare sulla causa finale della vitiligine e non su quella primaria. Nel caso di specie si sta cercando di intervenire sulla iperproduzione di elementi del sistema immunitario che uno squilibrio ormonale a monte provoca. Causa primaria sulla quale la Ricerca ha latitato, latita e molto probabilmente continuerà a latitare. 

Questo significa che nel momento in cui si riuscisse ad attenuare farmacologicamente gli elementi che, sovraespressi,  provocano la morte del melanocita, diventeremmo schiavi (pagatori perenni) di quel farmaco. E non c’è farmaco senza effetti collaterali, ancorché blandi. Un pò come la pillola per l’ipertensione da prendere a vita.

La seconda ragione sta nella scelta della formulazione. Quanta crema ci vorrebbe per trattare un paziente che ha più del 20% di depigmentazione totale? Quindi, anche a farmaco approvato, questo taglierebbe fuori una larga fascia di affetti da vitiligine. Scelta molto discutibile.

E se si sapesse già come regolare quegli elementi?

Il mese scorso una mia amica romana durante una telefonata mi ha raccontato di essere andata a visita da un noto chirurgo che dovrà effettuare un intervento sulla madre. L’amica ne ha approfittato per chiedere se esista qualche rimedio per liberarla dalla vitiligine. La risposta, mi raccontava, è stata secca: “Si. Faccia delle iniezione endovena di acido ascorbico”.

Chi mi conosce sa che nei miei tentativi di recuperare il colore perduto la vitamina C è costantemente presente. Ad essa ho dedicato due articoli molto letti (clicca qui e qui) in cui ho spiegato alcune caratteristiche per le quali l’economicissimo acido ascorbico potrebbe rivelarsi molto utile.

Ma in quest’articolo, riservato agli utenti sostenitori, voglio spingermi oltre, legando quanto scoperto a proposito del JAKAFI® con una serie di studi che avevo visto e che avevo inserito nei miei appunti. Quelli da consultare spesso.

Vitamina C, TNF alfa, IL 6, CXCL 10

Come abbiamo visto l’obiettivo dei ricercatori è stato quello di abbassare con JAKAFI® le espressioni degli elementi che conducono alla morte del melanocita. Presuppongo che se siete qui avete già letto gli articoli in cui questi vengono spiegati  in relazione al mantenimento della vitiligine. In caso contrario vi servirà dare uno sguardo a un pò di articoli precedenti. Al momento vi basterà sapere che sono “i cattivi” da abbattere. 

Così,  quando ho letto le ricerche su questo farmaco e sui bersagli che esso doveva colpire mi son detto: ma una sostanza capace di modulare questi agenti proinfiammatori c’è già. E’ la vitamina C !

Immagino quanto tale riflessione possa apparirvi semplicistica. Ma non è mia! E’ del chirurgo che ha interpellato la mia amica di cui vi ho raccontato sopra, di più medici che confermano la capacità dell’acido ascorbico di gestire alcune patologie autoimmuni ed è di molti ricercatori che continuano a confermare quello che vi sto raccontando. 

Qualcuno potrà dire: prima era la vitamina D, poi la B, la E. Ora la C…non credo più a nulla. Capisco, e se non mi fossi addentrato in questi studi, quasi certamente elaborerei la stessa riflessione.

Ma non posso pensarla così, per delle ragioni molto semplici: ho potuto constatare sulla mia pelle, è il caso di dirlo,  che una combinazione di così-detti antiossidanti induce repigmentazione anche nelle mani. A persone che mi hanno seguito è successa la stessa cosa. Ad alcuni i miglioramenti sono spariti, ad altri sono rimasti. D’altronde sono decine gli studi e le esperienze che supportano questi dati. 

Quindi perché non crederci? In realtà le difficoltà principali sono due: stabilire l’esatto quantitativo di principio attivo e cercare di bypassare i problemi di assorbimento.

Ma torniamo alla vitamina C o acido ascorbico. Gli studi che correlano inversamente questa vitamina con gli agenti proinfiammatori presenti nelle patologie autoimmuni si riferiscono ad alte dosi.

Ed ecco l’elemento, a mio giudizio discernente. Ricordate l’articolo della settimana scorsa? il Dottor Harris afferma che l’utilizzo di JAKAFI® ha abbattuto i valori della chemochina proinfiammatoria CXCL10 ripristinando così le condizioni per la repigmentazione. Bene, leggete qui . E’ incredibile, ma questi ricercatori taiwanesi affermano che a basse concentrazioni l’acido ascorbico fa aumentare la chemochina CXCL10 , mentre ad alte concentrazioni l’abbassa

Un mio carissimo amico continua a ripetermi: stai girando come un pazzo intorno all’obiettivo. Ma è li davanti. E me lo ripete ogni volta che in seguito ad un mio consiglio, esponendosi al sole vede riaffiorare i puntini di colore. 

E se con  JAKAFI® si è puntato ad abbassare anche le citochine infiammatorie TNF alfa e IL-6 coinvolte certamente nel meccanismo finale della vitiligine,  io ho scoperto dalle mie letture che lo fa anche la vitamina C. 

Non ci credete? Leggete qui. E’ uno studio cinese sull’effetto dell’acido ascorbico nel trattamento della pancreatite acuta. Vi chiederete… che c’entra la pancreatite con la vitiligine? C’entra, se  i bersagli che ci interessano sono comuni. Dallo studio ho estratto questa tabella che rappresenta bene ciò che voglio evidenziare: 

Table 6

Comparison of cytokines between treatment and control groups before and after therapy (¯x ± s)

Treatment group (n = 40)


Control group (n = 44)


Before therapy After therapy Before therapy After therapy
SIL-2R (pmol/L) 221.67 ± 87.30 118.37 ± 43.68a 196.52 ± 63.28 178.84 ± 30.56
TNF-α (pmol/L) 3.65 ± 1.25 1.52 ± 0.78b 3.99 ± 1.34 2.46 ± 1.04
IL-6 (pmol/L) 95.58 ± 18.64 39.53 ± 10.36b 89.22 ± 12.03 59.83 ± 9.48
IL-8 (pmol/L) 273.49 ± 88.50 127.35 ± 49.86a 261.47 ± 64.97 198.31 ± 28.50
CRP (mg/L) 19.19 ± 9.37 8.70 ± 4.65 17.56 ± 5.62 9.42 ± 5.84

Before therapy: P > 0.05 for each index in the two group. After therapy: AP < 0.05,

bP < 0.01 vs treatment and control groups.

_______________________________________________________________________Osservate i livelli di TNF alfa e di IL-6. Sono crollati dopo il trattamento con l’acido ascorbico. Ecco perché quel chirurgo alla mia amica ha consigliato le iniezioni di acido ascorbico. Lui sapeva. Noi lo stiamo documentando adesso. Da evidenziare che al gruppo di trattamento sono stati dati 10 grammi/die di vitamina C per 5 giorni mentre al gruppo di controllo 1 grammo/die, sempre per 5 giorni. Come dire, una conferma dello studio taiwanese pubblicato sopra secondo il quale la dose fa la differenza sull’alzare o abbassare la chemochina proinfiammatoria CXCL10. 

Mai senza il controllo medico

Ovviamente non azzardatevi ad assumere per via endovenosa la vitamina C se non sotto stretto controllo medico. Lo stesso discorso vale per l’assunzione orale. In seguito faremo ulteriori considerazioni su questo argomento e lì vedremo quanta vitamina è possibile assumere, i limiti tollerati dall’organismo, la gestione dell’acido ascorbico ed altro. 

Qui intanto ho voluto riflettere insieme a voi su un dato: se è vero come è vero che alcune vitamine portano quanto meno alla stabilità della patologia, quando non alla comparsa di gettoni di repigmentazione, è evidentissimo che la loro assunzione è andata ad incidere sui meccanismi che causano la vitiligine

E questo, permettetemi di dirlo, è straordinario. Perché significa che possiamo fare di più. E la vitamina C, come abbiamo potuto vedere, potrebbe essere una buona chiave per aprire finalmente la cassaforte che custodisce il grande segreto delle macchie bianche.

A presto. 

Questo articolo, come tutte le pubblicazioni di questo Blog e le newsletter inviate, sono coperti dal diritto d’autore tutelato dalle leggi nazionali ed internazionali. E’  assolutamente vietato il prelievo dei contenuti attraverso la copia parziale o totale e la diffusione di essi in qualsiasi modalità senza l’autorizzazione dell’autore. 


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4 Comments

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  1. come sempre leggo con molto interesse tutto ciò che pubblichi… so bene che mi ripeto… ma credimi Domenico dopo i risultati ottenuti grazie alle sperimentazioni fatte grazie ai tuoi consigli torno a dirti che ci giriamo attorno e che la soluzione è a portata di mano anche se ancora non siamo riusciti a decifrarla del tutto. Un abbraccio amico mio… alla prossima magari con un nuovo protocollo che acceleri la via per la nostra completa guarigione

  2. Riccardo.. nannini? Ragazzi siete strepitosi davvero! Mi verrebbe una voglia di scrivere una mail a menchini e dirgli: leggi!! Leggi qua!! Ma mi sa che forse è meglio lasciar stare che non sia controproducente! Ma intanto per la centesima volta ti dico grazie, per tutto ciò che ci stai mettendo! Domani vedo come farti il contributo economico blog.. notte ragazzi!