Due nuovi studi sulla vitiligine confermano la causa e gli effetti di questa


Vitiligine nella zona perioculare. Due nuovi studi confermano causa ed agenti che provocano le macchie
Vitiligine nella zona perioculare. Due nuovi studi confermano causa ed agenti che provocano le macchie

La prima volta che ho scritto sulla correlazione tra macchie di vitiligine e disordini del sistema endocrino, ovvero dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (clicca qui per leggere l’articolo), sono stato sommerso dalle mail e dai messaggi dubbiosi degli amici che seguono i miei articoli. La domanda fondamentalmente era una. 

 possibile che sia questa la causa? Ho girato tanti medici ma nessuno me ne ha mai parlato, anzi tutti dicono che la causa è sconosciuta!

Un nuovo  studio, americano, lo conferma

Ed invece la causa risiede proprio in uno squilibrio endocrino (il quale possiede anche una correlazione gastrica, come abbiamo visto recentemente) e la vitiligine, come ho già affermato, non è solo di competenza del dermatologo ma anche dell’endocrinologo (e a volte del gastroenterologo).

Lo conferma un nuovo studio americano che passa in rassegna tutte le patologie dermatologiche legate all’asse HPO. 

Lo studio è di ottobre 2017 e potete leggerlo cliccando qui . E’ in inglese ma potete usare il traduttore di Google. 

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E c’è un’altra conferma

Gli squilibri endocrini e gastrici si concretizzano nel rilascio di citochine infiammatorie individuate da tantissimi studi prevalentemente nelle IL-6, IL-17, nella chemochina CXCL10 e in una anomala produzione di radicali liberi (ROS). Gli esecutori materiali, i veri killer del melanocita.

Lo studio, che ancora una volta conferma la presenza massiccia di questi elementi proinfiammatori in pazienti con vitiligine attiva, è proprio di questi giorni (lo potete leggere cliccando qui) . 

La letteratura scientifica di questi anni ci parla dunque in maniera sempre più chiara delle causa e degli agenti che questa scatena, rivelando sempre più dettagliatamente i meccanismi di nascita delle nostre macchie. 

La stabilità come obiettivo

Da sempre il primo obiettivo del dermatologo è la stabilizzazione della patologia. Adesso, alla luce delle nuove risultanze,  credo da profano e da non addetto ai lavori sia necessario moltiplicare gli sforzi affinchè questo obiettivo venga raggiunto aggredendo le vere cause attraverso elementi di indagine clinica sempre più approfonditi da una multidisciplinarietà indispensabile.

Una volta riusciti in maniera consapevole a bloccare la malattia, la strada per ritornare al colore sono convinto sarà meno difficile. Alla prossima. 

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13 Comments

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  1. Come sempre leggo con interesse tutti gli articoli che elabori pubblichi e che mi danno sempre tanto conforto. Sono sempre più convinto che siamo cosi vicini alla verità che le giriamo attorno…. … presto gioiremo tutti assieme… Grazie Domenico per tutto cio che fai.

  2. Un articolo del genere fa ben sperare….ma la domanda sorge spontanea : quando ….anche i dermatologi italiani cominceranno a guardare la Vitiligine sotto una luce diversa, indagando su questi fronti! !!
    Mi viene sempre da pensare alla ormai famosa scoperta della proteina MIA….a questo punto che c’entra tutto questo!!!!

  3. Caro Domenico, leggo sempre con grande attenzione i tuoi articoli. Da moltissimi anni sono affetto da vitiligine e dalle mie continue ricerche ho dedotto che sia la vitiligine che il Parkinson sono dovuti al dismetabolismo della dopamina, dal quale si origina il diidrossichinonem che ha forti poteri depigmentanti, con un’azione erosiva sui melanociti e sulle cellule nigrali. Mi farebbe molto piacere conoscerti personalmente.