In arrivo una soluzione ayurvedica contro la vitiligine?


E' in arrivo un farmaco ayurvedico contro la vitiligine?

Ho saputo che alcuni dermatologi hanno comunicato ai loro pazienti che presto uscirà un farmaco efficace sulla vitiligine. Poichè altro non sono riuscito a sapere mi son messo a caccia di notizie in Rete. Ho così appreso, ma non so dirvi se si tratta dello stesso potenziale rimedio, che presto arriveranno “soluzioni di medicina ayurvedica dall’India”. A dichiararlo la dottoressa Corinna Rigoni dermatologa a Milano e Presidente dell’Associazione Donne Dermatologhe.

Non vi faccio perdere tempo e vi trascrivo l’intero articolo apparso su Vanity Fair nel luglio di quest’anno e che evidentemente mi è sfuggito (dovrò inserire anche i magazine femminili nella mia rassegna :). Ovviamente la caccia a notizie più dettagliate su questa indiscrezione è aperta. Chi avesse novità può riportarle, come sempre, nei commenti sotto questo pezzo:

Aggiornamento: Si potrebbe trattare del farmaco descritto da questa rivista:

An Ayurvedic Drug Developed by DRDO Scientists Can Ease Vitiligo!

In ogni caso ecco l’articolo di Vanity Fair:

Chi ha problemi di ipocromia della pelle, ovvero di vitiligine, che diventa sempre più visibile appena il sole si fa forte, l’estate la rifugge e spera che finisca il prima possibile. Non è la bella stagione, ma una tortura, non basta il cappello, o giornate trascorse sotto l’ombrellone per eludere il sole: mentre la pelle si abbronza le chiazze più chiare emergono come stonature, e in questo scenario l’unica soluzione efficace sembra essere indossare un burka in piombo al 100% impenetrabile.

C’è ovvimente l’eccezione, come la bellissima modella Winnie Harlow, manifesto del movimento #skinpositive, che ha accettato la pelle maculata e mostra la sua cute a chiazze così com’è. Per molti la vitiligine è sinonimo di disagio sociale, in alcuni casi invalidante e in estate la spiaggia è l’ultimo luogo dove si desidera andare. Fare il bagno non è più un piacere, se si indossa il cappello e si copre il viso con il fondotinta che per nessun motivo al mondo si vorrebbe veder sciogliere nell’acqua di mare, colare sul viso e rivelare la pelle macchiata!

«Il termine vitiligo deriva dalle chiazze bianche, la pezzatura del vitellino, è molto diffusa in Africa e in India, ma è indiscusso che anche da noi ha un impatto sociale forte e dal punto di vista psicologico sono in poche le persone che riescono a viverla bene», ha commentato Corinna Rigoni dermatologa e Presidente dell’Associazione Donne Dermatologhe. «Dagli ultimi congressi è emerso che presto arriveranno soluzioni di medicina auverdica dall’India, dove la patologia ha una percentuale di incidenza molto alta. Tanti i personaggi famosi che l’hanno avuta, Michael Jackson e il suo primogenito Prince Michael». Di recente Mara Maionchi, il giudice di X Factor ha fatto outing sulla vitiligine. Quindi non bisogna sentirsi soli e poi oggi ci sono nuovi rimedi per coprirla.

CAUSE
«Si tratta di una patologia autoimmune, il pigmento non si deposita in maniera omogenea, la melatonina non si distribuisce bene e si formano delle macchie più chiare sulla pelle. C’è di solito una predisposizione genetica e familiare,ma si scatena in seguito a traumi fisici psichici, come dermatite atopica, psoriasi. Gli ormoni non possono essere causa della malattia, ma quello che può accadere è che la ghiandola surrenale che manda in circolo sostanze come adrenalina, cortisolo, epinetrina, che in condizioni normali vanno a indurre un’attivazione delle funzioni della nostra pelle,  in casi di stress eccessivo, provocato da lutto, spavento, un periodo di lavoro pesante, indeboliscano la resistenza della pelle e condizioni dermatologiche come la psoriasi o l’acromia possono acutizzarsi. La vitiligine può rimanere ferma per anni, regredire spontaneamente o diffondersi e a un certo punto pelle e peli diventano bianchi. Per la sua visibilità il sole è il nemico numero uno».

DISTRIBUZIONE
«In genere inizia a livello periorale, cioè intorno alla bocca, o anche agli occhi, manifestandosi in palpebre più chiare. Molto spesso colpisce anche a livello genitale. Può essere precoce o tardiva. Quando è giovanile si può associare ad altre condizioni dermatologiche come dermatite atopica o alopecia, se colpisce il cuoio capelluto si parla di piebaldismo, quando compare un ciuffo di capelli bianchi con conseguente depigmentazione anche della pelle».

COME AFFRONTARLA IN ESTATE
«Quando arriva il sole in molti usano creme con filtro 50+, ma non si riesce a proteggersi al 100% dai raggi, ci vorrebbe una vernice per non far traspirare la pelle! Niente può fare da vero scudo, se non una barriera fisica, come un abito, occhiali, cappello. Uno dei modi per camuffarla è applicare una crema colorata che mascheri la macchia chiara. Di recente abbiamo testato un nuovo prodotto, Pocket Care Vitiligo, a base di DHA progressivo il principio attivo degli autoabbronzanti, che agisce sullo strato più superficiale dell’epidermide, coprendo le macchie e donando un colorito nocciola e naturale, è stato presentato in occasione di Cosmofarma e aiuta a migliorare l’effetto camouflage della pelle con ipocromie. Lo abbiamo sperimento su alcune pazienti con vitiligine che andavano al mare e le abbiamo invitate a mettere questo colorante della pelle. Si asciuga in fretta, si può ricorrere all’uso del phon per accelerare il processo, non macchia i vestiti e le lenzuola. Dona un aspetto uniforme alla cute con ipocromie, va applicato la sera, e la mattina la pelle appare omogenea e pronta per ricevere la crema solare, perché non offre protezione ma solo colore. L’effetto colorato dura 4 giorni, se la pelle è più idratata può durare anche una settimana, mentre quando è più secca la desquamazione è maggiore e con le frequenti docce il colore va via prima. Il colore si adegua alla carnagione».

COS’È IL DHA PROGRESSIVO
Il Diidrossiacetone (DHA) è una piccola molecola di sintesi estratta dalla canna da zucchero che, applicata sulla pelle, reagisce con gli aminoacidi della cheratina formando complessi colorati dall’ambra al bruno. Il DHA rimane sullo strato più superficiale della pelle e con la naturale rigenerazione della pelle o la sua esfoliazione scompare la sua colorazione rendendo il principio un colorante naturale temporaneo.

CURE
Ci sono, ma richiedono perseveranza. «Si può intervenire con il laser per stimolare i melanociti a produrre melanina, o con trapianti autologhi di cellule ma possono dare un aspetto “arlecchino”. C’è chi per risolvere l’inestetismo ricorre al tatuaggio di pigmento nelle macchie. Altrimenti si possono usare cortisone topico, anti-infiamamtorio, che va a risolvere un danno a livello molecolare, da abbinare, secondo le indicazioni mediche, a creme che stimolano la pigmentazione, a base di tacrolimus, un principio attivo molto usato per le dermatiti atopiche, o acido para amino benzoico, o paba, anch’essa un maolecola con la capacità di stimolare la pigmentazione melanocitaria».

UN AIUTO IN PIÙ
«Gli integratori potenziano la protezione antiossidante naturale, contribuendo a creare un maggior scudo nei confronti dei raggi solari, soprattutto se contengono carotenoidi, luteina, niamicina, axantina, vitamine derivate dalla A e C ad azione anti-infimmatoria e vitamina E da usare nel periodo estivo. In più, un’alimentazione ricca di cibi antiossidanti frutta e verdura può dare il suo contributo benefico».


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