Sole, lampade e vitiligine. Tutto quello che mai nessuno ci ha detto


Stavo attraversando un brutto periodo perchè avevo acquistato un appartamento su progetto. Avevo dato come anticipo tutti i miei risparmi. Ma insieme agli altri compratori eravamo finiti nelle mani di un progettista incapace, molto incapace, e di un costruttore senza scrupoli.

Rischiavo di perdere tutto. Così un giorno, un mio carissimo amico avvocato mi diede appuntamento nella sua casa del mare per vedere come uscire fuori da quella situazione.

Dopo pranzo passammo tre ore a parlare sulla battigia. Il sole spaccava le pietre. Alla fine mi guardò e mi disse: “lascia fare a me. Riavrai i tuoi soldi”.  Tornai  a casa esausto, feci una doccia e mi addormentai sul divano. 

Quando mi svegliai la zona periungueale di tutte le dita, di entrambe le mani, era diventata bianca. Iniziava la mia vita con la vitiligine. 

Il sole aveva acceso la macchina diabolica: la Dama Bianca su di me

Cos’era successo? Ero poco più che un ragazzo, non mi rendevo conto. Il primo dermatologo, di quella che sarebbe diventata una lunga lista,  mi prescrisse un integratore, che oggi, alla luce di ciò che conosco, non esiterei a definire… “banale”. E mi disse che potevo stare al sole dalle 8 alle 9 e dalle 18.00 al tramonto. Era luglio.

Gli effetti dell'esposizione solare sulla vitiligine

“Maledetto sole?”

Il dermatologo non mi spiegò nulla di quello che era successo e così io mi convinsi che era stata tutta colpa di quel maledetto sole che spaccava le pietre a farmi spuntare quella strana malattia che rubava il mio colore.

In realtà il sole con quella strana cosa, non c’entrava proprio niente. Oggi lo so e in quest’articolo vi voglio raccontare cosa è successo quel giorno di dodici anni fa, su quella spiaggia. 

Maledetta casa

Il realtà avrei dovuto maledire il momento in cui avevo firmato quel contratto, perchè dentro di me, lo stress di oltre un anno aveva prodotto la VERA CAUSA DELLA VITILIGINE, comune per tutti, e che abbiamo già visto in questo articolo (clicca qui per rileggerlo). 

Quell’estate il sole, con il culmine dell’esposizione estrema e carica di tensione di quel pomeriggio, aveva manifestato sulla mia pelle il grido di dolore che il mio sistema immunitario lanciava.

La caduta degli argini delle cellule Treg

Lo stress cronicizzato aveva incrementato in maniera forsennata la produzione del mio sistema ormonale “a cascata”, culminante con la produzione di cortisolo. Questo aveva soppresso gli agenti regolatori Treg (cliccando qui potrete capire sino in fondo perchè le cellule Treg prevengono le malattie autoimmuni) e le sottostanti cellule Thl, Th2, Th17 e T follicolari (Tfh), lasciando proliferare in maniera incontrollata il fattore di necrosi tumorale TNF alfa.

Immaginate una cellula cui la Natura ha affidato il compito di uccidere le cellule cancerose che prolifera all’impazzata scambiando qualsiasi cosa per un nemico ed uccidendo quelle cellule già predisposte a morire sotto i suoi colpi. 

Tutto questo avveniva dentro di me, mentre me la prendevo con il povero sole.

Povero sole?

Niente affatto. Se non era stato lui il responsabile di quanto avvenuto sulla mia pelle oggi  so però che ha fatto la sua “sporca parte”.  

Immagino vogliate sapere perchè. E immagino che non vogliate sapere quello che io penso ma quello che è successo realmente sulla mia pelle.

Bene. Ve lo dirò con due studi che i più volenterosi e pazienti, usando il traduttore di Google, potranno verificare .

In quel momento in cui la mia vitiligine era attiva, i raggi solari l’hanno peggiorata perchè UVA e UVB, aumentano la produzione di quel TNF alfa già a livelli altissimi e fuori controllo  durante la fase attiva della patologia (clicca qui e qui).

Adesso se vedessi la mia vitiligine riattivarsi (scusate, sto faccio i debiti scongiuri) , mai e poi mai penserei di espormi.

E allora quelli che repigmentano al sole o facendo le lampade?

Ero talmente terrorizzato dal sole che finii per vivere la spiaggia solo di sera. L’anno successivo cercai di rispettare i terribili orari di esposizione che il primo dermatologo mi aveva prescritto, purtroppo confermati successivamente da altri. 

Ebbene, nonostante quegli orari “bastardi” per uno che usciva dalla discoteca alle quattro del mattino, quell’estate la mia vitiligine peggiorò, sulle dita delle mani e sulla pancia.  

Nell’inverno si fermò e per l’estate successiva elaborai un piano. Mi riempii di antiossidanti attraverso quotidiani centrifugati di carota e sedano,  e da luglio mi piazzai per un mese con la pancia direzione sole e, alla faccia degli orari ordinatimi, anche nelle ore di punta.

Mi ero ripreso la mia libertà. Avevo iniziato a cercare di capire quei comportamenti bizzarri ed imprevedibili della malattia e vivevo la mia “trasgressione” con un misto di menefreghismo, curiosità e…terrore. 

Dopo appena 15 giorni le mie macchie erano piene di gettoni di repigmentazione.  

Prima di continuare la storia, per onor di cronaca, preciso che al riattivarsi della malattia nell’autunno successivo persi tutti i risultati estivi. Logico, il sole aveva agito sulle macchie non certo sulla causa. Proseguiamo

Un miracolo?

Si, della Natura e di Dio che l’ha concepita. Perchè in quel momento storico il mio sistema ormonale era in equilibrio o almeno non così squilibrato, nei termini sopra visti, da attivare la vitiligine. Così il sole era diventato amico dei miei melanociti. 

Sia chiaro, il sole ha fatto aumentare dentro di me,  come quel giorno sulla spiaggia con il mio amico avvocato, il fattore TNF alfa ma in un contesto di parziale equilibrio da non creare un danno. 

Pensate che cosa fantastica. Quello che vi sto raccontando in questo ultimo paragrafo lo hanno scoperto i Ricercatori dermatologi degli Spedali Civili di Brescia in uno studio pubblicato il mese scorso. 

Si sono accorti che in un gruppo di pazienti con psoriasi, patologia anch’essa autoimmune, in cui cambia solo il bersaglio della cascata immuno-infiammatoria, (clicca qui per leggere lo studio) l’esposizione a lampade UVB nb (narrow band), le stesse lampade che si usano per la vitiligine, ha fatto aumentare il fattore TNF alfa. 

Dicono i ricercatori: è vero che l’esposizione gli ha fatto bene ma il livello infiammatorio è aumentato in tutti i componenti del gruppo.

Una nuova verità che ha stupito anche i dermatologi

E già. Perchè fino a qualche tempo fa si è pensato che il sole e le lampade fossero immunosoppressori. Nel senso che sopprimevano il fattore di necrosi tumorale TNF alfa.

E invece no. Anzi questo, come abbiamo visto, aumenta. E allora,  perchè, in condizione di totale o parziale equilibrio ormonale, ci si repigmenta o si risanano le piaghe della psoriasi? 

Perchè ad aumentare sono le cellule regolatrici Treg, le stesse che l’incremento ormonale da stress sopprime (clicca qui per leggere uno dei tanti studi di conferma). 

Il sole dunque regolando ancora di più un sistema immunitario parzialmento calmo funziona da starter per l’abbronzatura delle macchie di vitiligine. 

Esperienze sulla pelle

Nessuno meglio di noi può essere in grado di capire quello che il nostro organismo ci sta sussurrando. E la mia esperienza e quella di tanti altri, insieme agli studi visti sopra, insegnano  che durante la fase attiva della malattia non è proprio consigliabile farsi baciare dalla luce solare o artificiale. 

Appare invece più logico attendere una fase stabile, previo utilizzo pre-esposizione di sostanze antinfiammatorie ed antiossidanti

La vostra testimonianza su questo argomento, lasciata nello spazio per i commenti qui sotto, arricchirà questo lavoro. Alla prossima. 

Questo articolo, come tutte le pubblicazioni di questo Blog e le newsletter inviate, è coperto dal diritto d’autore (art. 2576 C.C.). E’ vietata la pubblicazione integrale in qualsiasi modalità senza l’autorizzazione dell’autore. 


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5 Comments

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  1. Non sono d’accordo perché…..non è un discorso..semplicissimo…da spiegare…..ma insomma…..per me è sempre attiva! C’è …si nutre…del nostro stato..d’animo …..infatti..per me …a….me..lo stress…incide…in modo marcato….e qui dico c’è ..stress…e stress. Quello che….si vive ..quotidianamente…inevitabile….ma è ..quello..che si..può contrastare…si…in che modo….nel modo che…accettare..che fa parte ..della vita…un lavoro..su..di noi…..e poi c’è quello…improvviso…non..so…un esempio forte…un lutto. Qui è complicato….e appunto..lei….è lì! E a me…di..lei…me no..Po fregà de meno..no! E prende il sopravvento ….ma in tutte e due i casi…ciò che a me..poi…ha dato…benefici…è stato…il sole…che per il primo…caso…più…semplice….al..secondo…la risposta…arriva…con..più…difficoltà …questo è …quello…dei..miei…26 anni..di..esperienza…..

    1. Antonio, il mio pensiero è che ogni macchia ha potenzialmente un comportamento diverso, Così come ogni distretto corporeo. Questione di tempo di insorgenza e di quantità di cellule T fuori controllo. Peraltro ricordo a me stesso che un’altra componente che fa la differenza tra una lesione e l’altra è la capacità antiossidante intracellulare che salvaguarda ogni singolo melanocita

  2. Grazie per questa spiegazione! Mette insieme alcune idee che avevo, ma che non riuscivo a conciliare. A me il sole ha sempre fatto un gran bene, anche quest’estate, in cui purtroppo ho avuto una serie di batoste che mi stupisco di aver fronteggiato tutto sommato benino. Una cosa che non riesco a capire è che proprio quest’estate sulle mani si sono aperte due o tre macchioline di un colore particolarmente chiaro, tendente all’azzurrino persino (mentre io sono olivastra). Nel frattempo a meno di un centimetro di distanza una macchia “storica” si è progressivamente scurita e riempita di gettoni, fino a perdere i suoi bordi definiti e a ripigmentarsi quasi completamente, Nel cambio, ci ho guadagnato, ma la cosa comunque mi incuriosisce. La nostra pazza vitiligine!