Tutto quello che nessuno vi ha mai detto su vitamina B e vitiligine


Alla mia amica Caterina, conosciuta in un Gruppo Facebook di affetti da vitiligine, quando illustrai per la prima volta in un articolo le mie considerazioni sulle connessioni vitamina B e vitiligine,  venne subito in mente un episodio che le era accaduto qualche anno prima.  

Vox populi. Due strani casi

Mi raccontò di aver incontrato in un negozio un signore straniero che da lontano fissava le sue macchie. Ad un certo punto l’uomo si avvicinò e le disse: “buongiorno signora, prenda vitamina B. Le macchie sono mancanze di vitamine B”. 

Mi è capitata la stessa cosa qualche anno fa.  In aeroporto a Bergamo, per puro caso, incontrai un mio vecchio conoscente. Durante la conversazione mi guardò le mani e per nulla preoccupato o incuriosito mi disse: “mancanza di vitamina B! E riprese la conversazione senza scomporsi di un millimetro”. 

Non so su quali basi queste persone abbiano, d’impulso, associato quelle macchie ad un carenza di vitamine del gruppo B. Ma la cosa mi ha fatto molto riflettere. E, come al solito, indagare.

Possibile che nel 1945 ne sapessero più di adesso?

Nell’agosto del  1945  il dottor JC Hathaway scrisse una lettera al direttore di Jama Dermatology, tutt’ora una delle più prestigiose riviste scientifiche.

Il medico americano raccontava nella lettera di aver prescritto a due suoi pazienti, colpiti da una  dermatite, un complesso di vitamine del gruppo B più acido cloridrico. Entrambi avevano la vitiligine da lungo tempo.  

Durante le rispettive visite di controllo i pazienti avevano chiesto di poter continuare ad assumere le vitamine poichè si erano accorti di stare meglio.

A distanza di un anno i due pazienti si recarono a visita per altre patologie non connesse e, parlando casualmente della loro vitiligine dissero al medico che le loro macchie bianche erano sparite. 

Il dottor Hathaway prese allora a somministrare a tutti i suoi pazienti con vitiligine le vitamine B. Al momento della scrittura della lettera, su 14 persone in cura, 7 erano completamente guarite e 2 avevano avuto un deciso miglioramento.  

Non è una favola. La lettera esiste e la potete leggere  nella versione originale cliccando qui .

Nel 1965 già si correlavano le ghiandole surrenali alla vitiligine

E’ di ben 52 anni fa uno studio che correlava il Morbo di Addison o insufficienza surrenale cronica, caratterizzata da scarsissima produzione di cortisolo,  con vitiligine, ipotiroidismo e diabete. 

Nel caso riportato da quella ricerca il paziente veniva trattato con cortisone e vitamina B12. Per leggere quella ricerca cliccare qui 

 

La scoperta di due ricercatori tedeschi nel 1967

Nell’anno in cui Maiman brevettava il primo laser e l’uomo lanciava la prima sonda su Venere, in un laboratorio della  Clinica medica dell’Università di Düsseldorf, due ricercatori W. Bleifeld e G. Gehrmann, scoprivano che su 54 pazienti con vitiligine circa un terzo mostrava carenza di vitamina B12 per un difetto di assorbimento dovuto ad un fattore intrinseco. 

I due ricercatori inoltre confermavano il collegamento della vitiligine con l’anemia perniciosa (patologia o disfunzione del metabolismo dovuta ad un diminuito assorbimento della vitamina B12), e con alcune malattie della tiroide. Cliccando qui potrete leggere quello studio 

Un nome familiare ai lettori del Blog: il dottor Montes

Nel 1992 un medico del dipartimento di dermatologia dell’Università dell’Alabama , il dottor Montes, insieme ad altri tre colleghi, sulla scorta degli studi di correlazione tra vitiligine e vitamine del gruppo B, si mise ad indagare su 15 pazienti affetti da vitiligine. 

E scoprì che i livelli di acido folico erano al di sotto dei valori normali nel siero di undici pazienti, nel sangue di cinque pazienti e negli eritrociti di sei pazienti. Mentre il livello di vitamina B12 era basso nel siero di cinque pazienti. Anche i livelli di acido ascorbico (vitamina C) erano bassi in quattro pazienti. 

In otto pazienti la prolungata somministrazione orale di acido folico con trattamento parenterale simultaneo con vitamina B12 e acido ascorbico orale produceva da una guarigione definitiva senza effetti collaterali. Per leggere quello studio cliccare qui

I lettori del Blog conoscono bene il lavoro del dottor Montes perchè al suo brevetto abbiamo dedicato più articoli. Il brevetto è corredato da una tabella con i risultati della sperimentazione che oserei definire impressionante. Per leggere l’articolo potete cliccare qui.

Alla fine di quell’articolo troverete anche un altro brevetto, anch’esso basato su vitamine del gruppo B. 

La conferma nel corso degli anni

Sono decine gli studi che nel corso degli anni successivi hanno confermato, chi più e chi meno, un ruolo decisivo delle vitamine del gruppo B nel contrasto alla vitiligine.

Vorrei far notare come i risultati più eclatanti siano stati ottenuti con l’integrazione della vitamina C di cui abbiamo già parlato qui e alla quale dedicheremo un’articolo di approfondimento. 

Ma perchè le vitamine B funzionerebbero sulla vitiligine?

A questo punto qualcuno potrebbe porre la seguente domanda: abbiamo visto che la causa della vitiligine risiede in uno squilibrio dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che culmina con un rilascio eccessivo o insufficiente di cortisolo. In che modo la vitamina B interviene su questo squilibrio e contribuisce a bloccare la vitiligine??

Il fatto che genericamente le vitamine del gruppo B, specie la B12,  siano indicate come un buon contrasto alla depressione e allo stress , cause principali dello squilibrio di cui sopra, non ci basta. Non ci dice nulla. E poichè vogliamo capire sino in fondo, prendiamo come studio rappresentativo di tanti altri una ricerca del febbraio di quest’anno. 

 

Vitiligie e vitamina B. Una correlazione strettissima.

 

Alcuni medici della Victoria University di Melbourne (Australia) sono riusciti a confermare la correlazione tra disturbi psichici e sovra-produzione di citochine proinfiammatorie come come IL-1, IL-6, TNF- α. (clicca qui per leggere lo studio) 

Abbiamo già visto negli articoli precedenti come reagisce l’asse ipotalamo- ipofisi surrene di fronte a questo stress che si trasforma in attacco infiammatorio. Invece qui ci interessa notare come un eccesso di cortisolo e poi un difetto (affaticamento surrenale) favoriscano ancora di più la produzione di questi agenti pro infiammatori…specie dell’interleuchina IL 6. 

Dovete sapere che questa interleuchina in una situazione normale  è deputata a stimolare l’ormone ACTH che a sua volta ordina più produzione di cortisolo.

Quindi:   + stress = + IL 6 ( e altri fattori negativi)  = + cortisolo = + infiammazione + melanociti morti.

Fino a quando si arriva alla diminuzione del cortisolo per stanchezza delle surrenali e al consequenziale dilagare infiammatorio con necessità di  ricorrere al cortisone di sintesi. 

Tenete presente che nel sangue di tutte le persone con vitiligine e ancora di più nelle loro macchie sono stati trovati livelli altissimi della chemochina proinfiammatoria IL 6 .

Ed ecco l’utilità delle vitamine del gruppo B. E’ stato dimostrato in molti studi come alcune di esse riescano ad abbattere gli agenti infiammatori che abbiamo sin’ora visto,  modulando  la produzione di cortisolo nel processo “cane che si morde la coda”.

Scelgo, tra tante, una ricerca italiana che ha visto coinvolti parecchi studiosi di più università italiane (per leggerla cliccate qui) .

Nell’estratto si parla della vitamina B1 ma lo sguardo è rivolto a quasi tutte le vitamine del gruppo che agiscono in reciproca sinergia, correlandosi strettamente col sistema immunitario. E’ in inglese ma traducetela.  Fa capire come la Natura ci abbia  fornito delle sostanze che potrebbero avere un potenziale terapeutico veramente importante.

Se pensiamo che una flora batterica in salute produce autonomamente l’acido pantotenico (vitamina B5) assolutamente necessario per un perfetto funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e che è indispensabile per il corretto assorbimento delle altre componenti del gruppo B attraverso il cibo, ci renderemo conto della rete intricatissima di legami che esistono tra carenza o malassorbimento di vitamina B e morte del melanocita. 

Dopo la lettura di questo articolo è naturale pensare che alcuni di voi correranno in farmacia ad acquistare il primo integratore di vitamina B che gli capiterà. Niente di più sbagliato. Parlatene prima con il vostro medico. Leggete, informatevi. Non tutti gli integratori sono uguali e, come abbiamo visto, hanno bisogno sinergicamente di altre sostanze. Come la vitamina C. Ne riparleremo.

Questo articolo, come tutte le pubblicazioni di questo Blog e le newsletter inviate, è coperto dal diritto d’autore (art. 2576 C.C.). E’ vietata la pubblicazione integrale in qualsiasi modalità senza l’autorizzazione dell’autore. 


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4 Comments

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  1. viene un Po da ridere nel leggere certe date e nel capire che però nessuno si sia soffermato approfondendo le ricerche… tutto ha senso e sono sempre più convinto che presto avremo una soluzione. un abbraccio Domenico